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brato «sempre un po' triste e introverso, e non era molto facile entrare in contatto
                                         con lui. Tuttavia, mi piaceva perché mi sembrava un fisico molto diverso dagli
                                         altri». Ricordando l'abilità matematica di Born e il seminario da lui tenuto per un
                                         ristrettissimo gruppo di giovani ricercatori, Heisenberg parla ancora di Fermi:
                                               «Ricordo che Fermi, che prendeva parte a questo seminario, era un po' infelice;
                                                 non gli piacevano quelle sottigliezze matematiche, prove di convergenza e roba
                                                 simile. Per esempio parlavamo del teorema che in un intorno infinito di una
                                                 soluzione periodica esistono sempre soluzioni che non sono periodiche; odiava
                                                 esattamente questo tipo di sottigliezze matematiche. Intendo dire che Fermi
                                                 pensava "Questa non è fisica". [Al contrario] Born pensava: Insomma, noi
                                                 dobbiamo fare del nostro meglio; una dimostrazione negativa, una dimosrazione
                                                 che qualcosa non funziona, è altrettanto buona che una dimostrazione positiva"
                                                 Fermi, che possiede una preparazione matematica di altissimo livello avrà sempre
                                                 un atteggiamento molto pragmatico nei confronti dell'uso di questo strumento,
                                                 rifuggendo dai virtuosismi tecnici e in generale dall'uso di ipotesi non strettamente
                                                 necessarie. Nel 1923 Fermi pubblica una serie di lavori sulla meccanica analitica,
                                                 in particolare l'articolo Dimostrazione che in generale un sistema meccanico normale
                                                 è quasi ergodico che viene molto apprezzato da Paul Ehrenfest, uno dei maggiori
                                                 esperti, con Einstein, di meccanica statistica e il cui lavoro ha all' epoca profonde
                                                 implicazioni per i fondamenti della meccanica. Nel primo di questi lavori,
                                                 il principio delle adiabatiche ed i sistemi che non ammettono coordinate angolari, scritto
                                                 dopo appena un mese di soggiorno a Gottingen, Enrico Fermi definisce i limiti
                                              di validità del principio delle adiabatiche di Ehrenfest, applicabile a un sistema_
                                                 meccanico in cui le forze oppure i vincoli vengano continuamente modif icati in
                                                 funzione del tempo ma lentissimamente in confronto ai periodi propri del sistema
                                                 ossia, secondo l'espressione di Ehrenfest, "adiabaticamente". Nel secondo articolo
                                                 scritto durante il suo soggiorno a Gottingen, Alcuni teoremi di meccanica analitica
                                                 importanti per la teoria dei quanti, Enrico Fermi mostra come sia possibile utilizzare
                                                 il principio di Ehrenfest per quantizzare sistemi atomici a tre corpi, come la
                                                 molecola di idrogeno ionizzata (composta da due protoni e un elettrone orbitale)
                                                 o l'atomo di elio (il nucleo e i due elettroni orbitali). Ehrenfest consegna a
       Enrico Fermi con la futura moglie                        George Eugene Uhlenbeck, che si recava a Roma, una lettera per Fermi nella
       Laura Capon. I due si conobbero                        quale gli pone un certo numero di domande. Fermi e Uhlenbeck saranno grandi
       nel 1924 e si sposarono quattro anni                        amici per tutta la vita. Probabilmente in seguito a queste circostanze, Fermi
       dopo
                                                      deciderà di andare a Leida con una borsa Rockefeller nel settembre 1924. Tornato
                                         a Roma, scrive una breve memoria dal titolo Sulla probabilità degli stati quantici,
                                                                                          che può essere considerata a tutti gli effetti il suo primo contributo importante alla
                                                                                          meccanica quantistica.


       Considerazioni sulla              1924    In questo periodo Enrico Fermi pubblica una teoria semiclassica della
       quantizzazione dei sistemi
       che contengono                 -           radiazione di frenamento (Uber die Theorie des Stosses Zwischen Atomen
       degli elementi identici           und Elektrisch Geladenen Teilchen [Sulla teoria degli urti tra atomi e particelle
                                         cariche]) che ha qualche successo qualitativo, anche se bisognerà aspettare molti
                                         anni per vederne il perfezionamento ad opera di von Weìzsacker e Williams

                                         (da cui il metodo dei "quanti virtuali" prenderà il nome) i quali lo useranno per
                                         importanti applicazioni. Il metodo, nella versione di Fermi, viene criticato da



     146      L'opera scientifica di Enrico Fermi
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